
La mia è da Red Carpet.
categoria:cinema, favole, festivitĂ e celebrazioni, autoglorificazione

Decisamenente si tratta di questo.
I doppiatori americani (noi ci siamo beccat, come detto, Fabio Volo per PO e gli altri non sono neanche nominati...) sono Jack Black nel ruolo del panda, Dustin Hoffman in quello del maestro, mentre invece la tigressa è Angelina Jolie. Jackie Chan è la scimmia.
In conclusione, inutile vi dica il finale e in ogni caso, nonostante le critiche, mi è piaciuto.
Non so cosa ancora ci sia da scrivere su questo film. Credo si sia detto tutto, ma non riesco ad evitarlo forse perchè l'ho visto un'altra volta (sarà la 10?).
Salvo (non Lima) la regia piuttosto ricercata, il film non mi è piaciuto. Andreotti sembra una caricatura. Voluta, lo capisco, ma eccessiva. Fossi in lui mi incazzerei parecchio. Ma anche il film inizia dicendo che lui ha il senso dell'umorismo. Oltre a un Archivio. Che spero salti fuori - a suo tempo - e mostri i "compagni" di merende. Appunto.
Nonostante, in questi giorni, "amore" e "vacanza" non siano le mie parole preferite devo ammettere che è proprio un film carino.
Bellissimo film. Slalom maestrale tra verità e menzogna. Reale e Virtuale. Amore e Odio. Passione e Amicizia. Bontà e Perfidia. Vita e Vizio.
Sorprendente, ma non per me, Leo, che nonostante il faccino da ragazzino sempreperbene, ha negli occhi essenza di specialità. Intelligenza viva che buca lo schermo.
Ghigno sempre più satanico di Jack che dopo Shining crede davvero di essere il diavolo.
Matt, che dire, un precisetti del cazzo qualsiasi. Che si crede furbo.
Leo riesce persino a convincere che anche un belloeleader potrebbe soffrire. E' bravo davvero.
Bel film che, naturalmente, non mi stupisce quanto ai contenuti, anche se è ormai abituale trovarsi accerchiati dalla negazione ufficiale dell'evidenza.
C'è il mercante di pietre preziose interpretato magistralmente da Harvey Keitel che si rende conto, un tantinello tardi, che il gioco delle colombe, forse, non fa esattamente al caso suo.
C'è il marito della colomba, professore, convinto che "tutti i musulmani non sono terroristi, ma è un fatto che gran parte dei terroristi siano musulmani",
C’è una donna, moglie e amante (e colomba), che non vede, non sa, credetantonell'amore e soprattutto non capisce un tubo.
Leggendo le critiche anche su internet scorgo i soliti benpensanti che lo considerano "un’espressione provocatoria e assolutista su un argomento, il terrorismo, che necessiterebbe di approfondimenti che vanno ben oltre la religione e la politica". Utile sarebbe
sapere anche questa volta come mai quando non si ha un cazzo da dire su argomenti e fatti evidenti occorra sempre approfondire.
Mentre nessuno si prende mai la briga, per fare un esempio semplice e comprensibile a tutti, come sia possibile, in un paese come l'Italia dove, credo, uno stipendio netto medio raggiunga a fatica le 1500 euro, prevedere delle sanzioni per divieto di sosta fino a 200 euro (cioè più del 10%) se non oltre, a botta. Non c'entra un cazzo ma serve a ribadire un concetto a me noto. E a pochi altri, ai quali non ho bisogno di spiegarlo.
Primo episodio A Riccardo Scamarcio semiparalizzato, causa incidente, viene assegnata la fisioterapista Monica Bellucci (facilissimo) che lo riabilita, decisamente dappertutto. 
Giudizio: ovvio e meschinello. Ancora: riesce a rendere le donne in odor di matrimonio più insulse di quello che già non siano...A suo favore: la Bellucci (strafiga) e il compagno di camera. Quest'ultimo si meriterebbe costei grazie alla sua simpatia che stravince sullo sguardo ebete di Scamarcio.
Secondo episodio. Una giovane coppia si affida alla fecondazione assistita per avere un figlio. Lei sclera, Fabio Volo meno. Risultato un incubo. L'episodio, oltre ad essere una presa per il culo di coppie in fase psicotica da mancanza di figli, ha l'aggravante di strizzare l'occhio al politicamente corretto, il che - come dice qualcuno che frequento di recente - è, inesorabilmente e Pateticamente, scorretto...
Il Terzo episodio fa riferimento alle coppie gay, che vogliono, sposandosi, diventare normali, e ancora scivola gentilmente sulle brillanti idee della sx. Il regista, in questo episodio, ha almeno l'intelligenza di scegliere due attori degni di nota: Albanese e Rubini che saprebbero rendere speciale anche l'ispettore Derrick....... il che la dice lunga.
Il quarto episodio (il migliore) vede Carlo Verdone innamorarsi della giovane spagnola Elsa Pataky (bona e spontanea) la quale gli crea qualche problemino di cuore (in senso tecnico). Giudizio: a parte la conclusione (iperovvia) e le continue citazioni (Magritte, Fellini)
gode della comicità di Verdone e dell'idea (questa invece meno scontata) che un 50enne e una ventenne (ma potrebbe anche essere una 50enne e un ventenne) abbiano molte più cose da dirsi (e da farsi) di quanto i benpensanti fatichino a pensare.
Bisio, voce narrante, ha in premio la Bellucci, seppur in salsa di corna, dimostrando, a chi ancora non l'avesse capito, di aver fatto carriera. Non ho letto bena la locandina...sarà mica produttore del film?
Ciò detto potevo evitarmelo, soprattutto in considerazione del fatto che qs w.e. il Manuale d'amore me lo sono fatta in casa...
E' lunedì, mi si perdoni...

Già il fatto che io guardi Rai 3 fa pensare...credo di averla sfiorata una decina di volte in tutta la mia vita...nel telecomando il tasto 3 è in assoluto il più nuovo e anche facendo zapping riesco ad evitarla.
Ma ieri qualsiasi cosa era davvero inguardabile e così mi sono ritrovata in questa intervista a Gabriele Muccino e fatto più inquietante mi sono ricreduta su di lui.
Come dissi una volta a Velenero, credo che l'ultimo bacio sia stato uno dei film più ovvi che la storia ricordi, credo che questo fatto del film di W. Smith a lui affidato sia stato un gran colpo di culo, paragonabile a quello di Cenerentola quando ha trovato il Principe, credo, in generale, che Muccino non sia certo un grande regista e ancor meno un buon sceneggiatore e che il sogno americano non avesse idea di cosa significasse.
Ma, e qui la Fanny ha avuto la sua sorpresa, Gabriele è maledettamente simpatico, con quell'aria approssimativa , un po' caotica, imbarazzata, balbettante, insomma particolare.
In conclusione, caro Muccino, ti guarderò con occhi diversi e non solo come facevo prima in virtù del fratellino.... mi è scappata pure la rima, sono davvero forte...

Ieri sera ho noleggiato the Libertine perchè tra la trama e Jonny Depp non potevo che restarne attratta.
Ne ho visto neanche la metà e stamattina l'ho riconsegnato, decisa a non vederne la fine, tanto mi aveva annoiato.
Il bellissimo Johnny Depp che incarna John Wilmot, secondo conte di Rochester, poeta alla corte di Carlo II in Inghilterra, avvisa immediatamente gli spettatori che lui è ben felice di non piacere. Codesto messaggio è stata l'unica cosa che mi ha colpito del film
Il conte, fin dall'inizio, mostra con ostentata disinvoltura quanto sia libertino. Peccato che sia anche terribilmente cinico e non mi risulta che cinismo faccia rima con libertinaggio. Infatti il vero libertino dovrebbe godersi la vita al massimo, amare tutte le donne e non nessuna, come invece fa il conte Wilmot.
Abbandono il film quando il buon (ma sarebbe più corretto dire bon) Depp si innamora di una insulsa, moretta, giovane attrice, che con quell'aria da gattamorta mi ha condotto verso il letto a gran velocità.
Indubbiamente ci sono frasi ad effetto come quella rivolta ad una puttana: "ti sono mancato?" e lei "mi sono mancati i tuoi soldi". E lui: "bene, detesto le puttane sentimentali". Tali frasi sono comunque talmente scordinate da non riuscire a rendere il personaggio attraente. Troppo cinico, ripeto per godersi la vita, troppo pieno di sè, per offrire e ricevere piacere. Della regia non parlo neanche. Talmente pessima da risultare indigesta.
Jonny Depp, comunque sia, mantiene integro il suo fascino.
Conclusioni mie: gli uomini son talmente semplici da apparire perversi.
Evidentemente il film mi è rimasto sullo stomaco tanto da soffrire di insonnia e nel mentre pensavo che l'amore in fondo non esiste poichè è una condizione nella quale decidiamo di incastrarci quando riteniamo che sia il momento e il lui diturno ci aggrada. In breve, ci piace, ci innamoriamo (ma qs come dicevo succede spesso) e quindi passiamo alla fase amore/coppia. Traduzione: paura di invecchiare e restare soli.
Rapido esempio: ora sono innamorata del lupo ma si presentasse Di Caprio più preso che mai ci metterei dai 5 ai 10 minuti ad eliminarlo. Se poi dopo di Caprio si presentasse Tom Cruise, i minuti di liquidazione si ridurrebbero a due. Se poi si presentasse quel figo di Flavio Insinna (che oltre a parlare in italiano mi è simpatico da morire) per far sparire Tom Cruise impiegherei il tempo di un SMS, che ormai va anche di moda.
Non cinica, ma terribilmente vera. Porca miseria è tardissimo. Comincio a lavorare. E' meglio.

"La vera saggezza generalmente consiste in una determinazione energica"
Napoleone
Tratto dal romanzo di Ernesto Ferrero e trattato dagli Scarpelli, da Francesco Bruni e dallo stesso Virzì, N è una commedia ottocentesca che affronta un tema soprattutto novecentesco: il fascino persuasivo del tiranno. N comincia con un sogno, quello di abbattere Napoleone e di liberare i popoli "arraffati" con l'esercito e con l'ambizione. Paolo Virzì cambia il cognome del protagonista, Acquabona sulla pagina Papucci sullo schermo, e gli toglie anni ed esperienza. Martino sullo schermo non è un coetaneo di Napoleone ma un antieroe colto nel pieno della sua esaltazione giovanile. Lo scontro tra il tiranno e il ragazzo è generazionale prima ancora che filosofico e politico. Martino è interpretato da Elio Germano, vivace e pugnace, a cui si contrappone il Napoleone annoiato e abdicato di Daniel Auteuil, che lascia filtrare tutta la paura di chi ha perduto impero e favore. 
Penso che si tratti di un bel film nel senso che si lascia guardare con piacere, ben girato e con ottimi attori. Quanto alla sostanza, si legge, neanche troppo tra le righe, la solita visione sinistrorsa alla quale sono abituata da sempre. Napoleone, il tiranno, Napoleone, assassino e dittatore, che merita (guarda un po') morte e umiliazioni.
Peccato che delle tante virtù di Napoleone non se ne parli per niente, come del Code Napoleon da lui stesso creato e di "come riuscì a realizzarlo". Delle ricostruzioni dei paesi conquistati. Del suo indiscutibile genio e di tante altre cose di cui il buon Virzì non si è minimamente preoccupato.
Fantastica la quarantenne Bellucci che nefaquelchenevuole del ragazzino che si crede scrittore e giusto.
Splendida l'entrata di Napoleone nei saloni della Bellucci:
"Io porto gingilli in un luogo in cui è custodito un Tesoro" e poi passando avanti a a tutti le si avvicina, le bacia la mano dicendole: "perdoni chi è abituato all'invasione".
Grande Napoleone. E grande l'attore che l'interpreta. Quanto a Virzì meglio che faccia il regista e basta, la sceneggiatura non è, in qs caso, cosa sua.
Bel Film innanzitutto per come è girato. Con i soldi. Che sembra una roba banale ma non lo è. Ora il c.d. film d'autore ha un'unica certezza: che sembra girato con un videofonino.
E a me naturalmente fa schifo.
Non è una questione di snobbismo. Ma il cinema, come il teatro, peraltro, deve avere la maestosità della scenografia, degli effetti e di tutto quello che ci sa trasferire in un mondo immaginario.
Se invece sembra che guardi dal balcone (di Milano) ne faccio volentieri a meno.
Tornando al film. Mi piace la volontà della giovane ragazza. Anchesemora, mi duole ammetterlo, ma è molto carina e carismatica. Strano (scherzo).
Lei, la capa, è naturalmente grandiosa, con quella sua aria volutamente isterica. Di chi la sa lunga.
Intreccio intelligente tra Intellighentia e Frivolezza dal quale risulta una morale per me importante.
Cuore e Talento insieme sono rari, quasi unici.
Qualche Cuore a fatica si scorge. Di talenti pochi. Di Cuorietalenti praticamente nessuno. A parte il mio ex capo.
Preferisco Armani. Sarò mica un angelo?

Qualche giorno fa ho visto Volver di Almodovar.
"Raimunda, una giovane madre de la Mancha, trova rifugio dal suo passato a Madrid, dove vive col suo compagno Paco e la figlia adolescente, Paula. Durante un tentativo di abuso da parte del patrigno, Paula lo pugnala a morte. Scoperta la tragedia, Raimunda 'abbraccia' la figlia e la legittima difesa, coprendo l'omicidio e occultando il cadavere. Questo evento disgraziato rievoca fantasmi dolorosi e mai svaniti. Dall'aldilà torna Irene, sua madre, a chiederle perdono e a riparare la colpa."
Bel film dove le donne - superate le crisi di nervi - appaiono solide e solidali tra loro.
Il maschio ne esce malissimo. Nonostante spesso verosimile, voglio pensarla un'immagine superata.
Altro fatto interessante, almeno per me che cerco sempre il lato business, è come sia facile in Spagna aprire un'attività commerciale, senza troppe mene, per chi ha voglia di fare.
Devo ammettere che Almodovar riesce sempre a migliorare. Ha superato anche il problema lentezza. Il film infatti scorre quasi sempre molto velocemente.
Ottimo. In sintesi.

Bel Film. Intrigante. Interessante. Affascinante.

Bello. Soprattutto bello Muccino. Parcheggio l'ormone e divento obbiettiva. L'amicizia tra due generazioni diverse.
Il feeling che non ha età. La figlia, donna non mediocre che per amore fa sembrare genio chi di talento proprio non ne ha. Generosità è femmina si sa. Egoismo maschile, appunto. La mamma di Orfeo (Muccino) un po' il solito, prevedibile ruolo. Tutto mascara e ansiolitici perchè nell'immaginario comune a quarantanni suonati per una donna è durissima mentre per un uomo è una passeggiata. Palle. Ma fa niente.
Torniamo a Muccino che mi ricorda soprattutto in qs storia un amore mio. Lui, ammesso che mi legga - ora lo vedo un po' impegnato - se ne accorgerà....
Tutti ridevano. Io, un po' meno. E questo non mi stupisce.
L'infelicità rende così poco attraenti........dice Giacomo Casanova.
Mi sembra una delle frasi più azzeccate del film. Concordo in pieno. Non trovo affatto seducente una persona infelice.
La voglia di vivere è contagiosa è incredibilmente affascinante. Peraltro non così comune come si pensa.
Leggerezza e scelleratezza, grandi doti, così rare purtroppo. Bel film. 