lunedì, 04 maggio 2009




La differenza tra un nick e il proprio nomecognome è che utilizzando il primo non occorre essere compiacenti. Anzi.
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categoria:attualitĂ , blog e libertĂ  di pensiero
martedì, 21 aprile 2009


Non lo so. Proprio non lo so. Tra l'altro la Marcuzzi quest'anno mi sembra davvero pessima. Il GF 2009 è meno equilibrato e lo ha ampiamente dimostrato con le sue Inique Decisioni (mi riferisco al differente trattamento riservato a Federica e a Gianluca) e nella sostanza non mi è mai fregato nulla dei fatti degli altri. Se non nei principi.

La vittoria del montenegrino sembrerebbe storia facile, nel senso che il problematico che sa redimersi e rappresenta il sogno italiano non può non piacere.

E' ovvia come molte cose condivise dalla maggioranza. E anche io che non sono mai appertenuta a quest'ultima condivido la scelta. Ma per una sola ragione.

L'istinto che sembra aver soggiornato spesso nell'animo di Ferdi.

La ragione in fondo non piace a nessuno.

A me, meno
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categoria:televisione, reality, attualitĂ 
giovedì, 02 aprile 2009
Alle volte è sufficiente chiudere i telefoni nel bagagliaio e aprire il cabrio.

Però oggi piove. Fuggirò domani. Forse
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categoria:donne, miti, attualitĂ , cose da grandi
lunedì, 23 febbraio 2009


Lo davano per spacciato, in fase teminale conclamata e invece eccolo qui più in vita che mai.

Un altro caso in cui il "caso" cambia le regole, gli studi, i pronostici. Il ciclone Bonolis con l'aiuto di Harry(a) Potter e l'"Amico" Carta - e di tanti altri divi e "non" - ha sconvolto l'auditel, deluso i critici e stroncato i caustici.

Evviva. Ogni tanto per niente cinica..
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categoria:miti, televisione, reality, attualitĂ , blog e libertĂ  di pensiero
lunedì, 29 dicembre 2008
Come al solito torno. Meglio sarebbe dire sbarco. Crociera di Natale finita ed è andata bene, come sempre. Il balcone sul mare mentre la nave va è la mia location ideale. Sarò ovvia ma così è. Da due giorni mi sveglio e a destra non vedo il mare e solo quello mi dice che sono nel posto sbagliato. Ma per andare in crociera occorre anche lavorare e allora eccomi qui. Di nuovo. E va bene



Tanti auguri a chi passa ancora di qui..e un abbraccio
martedì, 04 novembre 2008


Ha fatto davvero una figura patetica la trans(nonsocosa) Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi trascinando gli argomenti contro di Lei (ed erano tanti) da un'altra parte, in perfetto stile "politicante da quattro soldi".

E pensare che c'è gente che fa il bigotto e accusa il Ministro Carfagna perchè ha fatto un calendario. La stessa gente osanna evidentemente questo personaggio che invece fa il moralista quando le fa comodo. Veramente una brutta figura. Spero scompaia da qualsiasi palcoscenico che sia politico, televisivo e anche comico. perchè neanche le riesce di far ridere. Parla per aforismi (degli altri) e per niente azzeccati.
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categoria:politica, televisione, reality, veleno, attualitĂ , blog e libertĂ  di pensiero
lunedì, 03 novembre 2008


Ormai ne sono sempre più convinta. Forse perchè mi capita di avere a che fare con quelli aziendali e a valutare quanto questo strumento abbia senso all'interno di una compagnia. La risposta è Non lo so. Non ancora almeno.

Su una cosa sono sicura. Quelli di solo gossip li trovo peggio delle riviste da parrucchiere che ormai non vedo più leggere da nessuno (forse si nascondono)

Quelli politici poi sono di una noia mortale. Soprattutto quelli della solita riva. Sempre socialmente e politicamente corretti. Mai che scrivano che non si interessano della pace del mondo. Neanche dovessero partecipare a Miss Italia.

Tutti con una coscienza sociale sviluppatissima. Peccato gli manchi il senso del reale. Della noia vera intendo. E anche della paranoia..
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categoria:politica, reality, attualitĂ , blog e libertĂ  di pensiero
lunedì, 13 ottobre 2008
Premetto che non ho tempo e che proprio questo è il punto.

Noto, ormai sempre più spesso, che i Blog professionali aumentano smisuratamente, a svantaggio di quelli che non lo sono, come ad esempio questo.

Cosa significa?

Nascono a ritmo incessante blog gestiti da signori che hanno molto tempo da perdere, perchè sono popolari professionisti (come comici, attori, giornalisti, ma anche politici) e che godono anche dell'aiuto di redazioni esperte. Le conseguenze sono che


  • riescono a rispondere nei tempi,


  • a tra virgolette "avere ragione" o almeno farlo sembrare

  • a cancellare quello che gli fa comodo

  • ad usare il mezzo a supporto della loro popolarità


Tutto ciò a svantaggio di blogger veri, quelli cioè che scrivono nei ritagli di tempo, dei non professionisti, che però nella loro spontaneità e soprattutto nella loro voluta improvvisazione (nel senso positivo del termine), creano qualcosa di nuovo. Ragioni che ne hanno determinato il successo.

Non solo: la prima categoria, quella dei professionisti, regolamenta in modo eccessivo e ingiusto l'utilizzo tanto da divetare censore dei commenti non graditi. Cancellando in maniera assolutamente impropria e illegittima i commenti (e quindi le informazioni e quindi i dati) dei soggetti non sufficientemente ruffiani. Alimentando dall'altro lato la corte dei seguaci. Sfigati per definizione.

Spero che nella doverosa (verso il lavoro vero che devo terminare) sintesi sia riuscita ad essere chiara.

Se non lo sono stata mi spiace. Non è appunto, il mio mestiere.

Dimenticavo, spesso, i loro autori, nonostante i benefit, scrivono da schifo.

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categoria:politica, televisione, attualitĂ , blog e libertĂ  di pensiero
venerdì, 10 ottobre 2008




Sento spesso in questi giorni dire che la satira è sacrosanta e non si tocca. Presumibilmente, penso, perchè è una estrincazione del diritto di critica e in modo divertente ha il compito di attaccare politica e società, dissiminando dubbi e fornendo (in teoria) piccole verità. Termine derivante dal latino e bla bla bla.



Quello che vedo io è che ormai da anni veicola più che altro insulti gratuiti e mostra sempre più la stupidità di chi la produce.



Mi accorgo sempre più che il diritto di satira è direttamente proporzionale alla popolarità di chi la fa. I comuni mortali non possono esprimere satira alcuna. Prova a prendere per il culo (PESANTEMENTE) un vigile o un poliziotto, o anche una persona comune e vedi cosa te ne fai del diritto di (sacrosanta) satira.
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categoria:politica, televisione, attualitĂ , blog e libertĂ  di pensiero
martedì, 30 settembre 2008
Ebbene sì, credo nel potere delle bionde soprattutto se superdotate.

L'arrivo di Valeria mi ha messo di buonumore. Sarà che Belen l'argentina mi ha stracciato le ovaie e anche che non sono tendenzialmente incline alle more..ma la Superdiamond proprioperniente maschiaccio mi ha rallegrato. Per quanto non ne avessi bisogno. E si ste donne con le palle han proprio rotto.  Soprattutto in salsa tropicale. Eh sì, Valeria Hai tutta la mia comprensione, soprattutto perchè non puoi metterti i tacchi. Posti così andrebbero eliminati...
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categoria:donne, televisione, reality, attualitĂ , bionde, bellezza e altre amenitĂ 
lunedì, 29 settembre 2008
Bravo Berlusca 2 giorni e qualche decinaia (lo so che è sbagliato ma mi piace così!) di anni ci separano ma siamo simili, sarà la Bilancia.

Fai bene a mettere i puntini, sottolineare le cose. Non precisare lascia il dubbio che qualcun'altro abbia ragione. Mi riferisco a Veltroni e alla questione Alitalia. Più che del ridicolo come dici tu, ha, come dico io, del patetico. Non lasciare correre Presidente. Insisti. Sempre. Per piacere

Un abbraccio.

Fanny
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categoria:politica, veleno, attualitĂ 
venerdì, 12 settembre 2008
Il 12, 13 e 14 Settembre 2008 blogger e internauti si danno appuntamento. A Riva del Garda, infatti, si terrà la prima BlogFest italiana: un evento che riunirà in un unico luogo, per la prima volta, tutto ciò che in Italia gravita attorno al web. In sostanza: qualcosa che in Italia non è mai stato realizzato. http://www.blogfest.it/



Wifi in riva al lago Per tre giorni la rete si radunerà per raccontarsi ed essere raccontata da chi la frequenta. L’intera cittadina di Riva del Garda metterà a disposizione degli eventi della BlogFest i suoi spazi, le sue strade e il suo lago. In più, per l’occasione, Riva ha scelto di essere tra le prime località italiane ad essere completamente “wifizzata”: ovunque sarà possibile navigare in rete.




Da: Il Giornale



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categoria:attualitĂ , blog e libertĂ  di pensiero
martedì, 26 agosto 2008
Sono rientrata. Da poco.

In realtà più ci penso e più mi convinco che un blog non serve a niente. Non solo. E' pericoloso.

Ma una strana magia o megalomania ci porta a mostrarci. Scrivendo. Spesso risultando diversi. O sottolineando solo certi aspetti della personalità.

Si potrebbe considerare un psicologia da centro commerciale. Può darsi.

Ma la maggior parte delle volte in cui si trova quel che SI cerca  è proprio al centro commerciale. O no?
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categoria:attualitĂ , blog e libertĂ  di pensiero
giovedì, 06 settembre 2007
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categoria:attualitĂ 
martedì, 24 aprile 2007
Pescara - Eurobet.com ora risulta irraggiungibile, ma fino a ieri era il sito al quale facevano riferimento tutte le persone coinvolte in una organizzazione criminale che raccoglieva scommesse clandestine che da Pescara e provincia venivano immesse via Internet, arrivando a generare un traffico da 50-60mila euro al mese. Su questo giro illecito è piombata ieri la Polizia che ha posto fine a quello che si ritiene essere la più imponente iniziativa criminale di questo genere scoperta in Italia.

A gestire i contatti con il sito inglese (qui nella cache di Google) secondo gli inquirenti è stato un internet point italiano, di Montesilvano, che avrebbe svolto anche un'attività di diffusione del gioco illegale sul territorio grazie ad una rete di bar, netpoint e circoli che hanno aderito al network illegale. A queste attività commerciali, ha spiegato ieri il comandante della Squadra mobile Nicola Zupo, "era stato assegnato il software e l'hardware necessario per la raccolta delle scommesse, con tanto di password grazie alla quale si accedeva ad un proprio nick e si poteva cominciare a scommettere".

Account di gioco gestiti in locale dai diversi esercizi ma tutti facenti capo ad Eurobet, spiegano gli inquirenti, in cui i denari puntati dagli scommettitori venivano fatti girare su conti correnti bancari gestiti via Internet. E da lì, con i computer di un tabaccaio di Pescara, quei soldi venivano poi girati ad Eurobet. Gli account, ha spiegato il comandante Zupo, consentivano di offrire ai singoli clienti dei sub-account con i quali questi potevano giocare da casa scommettendo su qualsiasi cosa, dalle partite di calcio a pressoché qualsiasi altro evento sportivo di rilievo.

La suddivisione dei profitti illeciti, hanno spiegato gli uomini della Squadra mobile, era a cascata. Il 65 per cento di quanto entrava andava ai gestori e ideatori del network clandestino, il 15 per cento veniva consegnato a chi riusciva a procacciare nuove "agenzie di scommesse" illegali sul territorio e a queste, invece, era garantito un introito pari al 20 per cento del totale.

Il blitz effettuato ieri mattina dalla Squadra mobile ha portato dietro le sbarre 7 persone e alla denuncia di altri 18 personaggi che si ritiene abbiano fatto parte della gang. Tra gli arrestati, le due persone che a detta degli inquirenti gestivano l'organizzazione, nonché il gestore di un ristorante pescarese che partecipava al giro illegale e il suo complice, un tecnico informatico con cui venivano raccolte le giocate piazzate via Internet. Insieme a loro sono stati arrestati i gestori del netpoint di Montesilvano e quelli della citata tabaccheria.

Secondo Zupo, nella quasi totalità si tratta di personaggi malavitosi che hanno già precedenti per gioco d'azzardo e che si sono evoluti rivolgendosi ad Internet per mettere in piedi un'attività maggiormente lucrosa. Ad alcuni di loro è anche ascritto il reato di riciclaggio di denaro proveniente da attività illegali.

Alla scoperta di questo "sodalizio criminale" si è arrivati grazie ad una indagine avviata nel 2005. La Polizia aveva infatti individuato due case da gioco, in cui peraltro si faceva uso di sistemi truccati per truffare i giocatori. Da lì si è risalito alle attività via Internet di questo gruppo di persone, ora accusate formalmente di associazione a delinquere sia per la gestione del gioco d'azzardo illegale sia per l'aver raccolto illegalmente scommesse via Internet.

Giovedì il GIP di Pescara inizierà gli interrogatori degli arrestati.



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venerdì, 29 settembre 2006


Lui sapeva e agiva per favorire gli amici.


Pubblichiamo di seguito l'intervento tenuto ieri alla Camera dal presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, durante la seduta per l'informativa del presidente del Consiglio Romano Prodi sulla vicenda Telecom.

Anche noi, onorevole presidente del Consiglio, siamo totalmente insoddisfatti del suo discorso e, dopo averlo ascoltato, io credo sia più chiaro perché ella - non un suo sosia cinese, ma ella - ebbe modo di dire che sarebbe stata roba da matti riferire in Parlamento sulla vicenda Telecom. Non fu uno scherzo del fuso orario tra Roma e Pechino, e nemmeno una caduta di stile: una dimostrazione di arroganza che, lo dico tra parentesi, se avesse visto protagonista il presidente Berlusconi od un qualsivoglia ministro del precedente Governo, avrebbe scatenato un putiferio, con fiumi di inchiostro contro la minaccia rappresentata, per la democrazia, dalla destra becera e populista. LE DUE PAURE Dopo averlo ascoltato io credo che gli italiani abbiano capito molto bene, signor Presidente del Consiglio, che lei, a Pechino, era nervoso, così come è nervoso quest'oggi e anche - me lo permetta - il comportamento infantile di poc'anzi lo dimostra. Era nervoso perché intimidito. Di che cosa aveva paura, signor presidente del Consiglio, a Pechino, quando disse in Parlamento: «roba da matti»? Aveva due paure: innanzitutto, la paura di fare una pessima figura con i suoi alleati qualora avessero capito chiaramente ciò che anche l'onorevole Tremonti ha detto poc'anzi, vale a dire che erano stati tenuti del tutto all'oscuro da un personale piano del presidente Prodi. La seconda paura, ancora più forte, era che in Parlamento emergesse chiaramente la sensazione che il Presidente del Consiglio non aveva detto la verità e questo non solo ai suoi alleati, ma, soprattutto, a tutti gli italiani. Orbene, quella sensazione oggi è palese. Quanto al primo aspetto, è una cosa che ci riguarda davvero in minima parte. Ai colleghi della maggioranza, che sono certamente abbastanza imbarazzati per quello che sta accadendo, ricordo soltanto che chi è causa del suo mal piange se stesso. Del resto, con un presidente del Consiglio che, come ricordava Tremonti, dice che si sente nei vostri confronti metà leader e metà assistente sociale, vorrei capire che cosa vi potevate aspettare di più! [...] Ma non abbiamo intenzione di sottacere l'altro aspetto, che riguarda tutti gli italiani. Infatti, quello che è accaduto riguarda gli italiani, che sono stati ingannati dal presidente del Consiglio, e riguarda la credibilità dell'Italia agli occhi della comunità internazionale. Basta leggere la stampa internazionale per rendersene conto. Lo diciamo perché l'intervento di Prodi non ha fugato il sospetto che egli non abbia detto la verità, anzi, lo ha rafforzato. Voglio ripercorrere rapidamente la vicenda [...]. TUTTE LE BUGIE L'8 settembre (il comunicato suicida) Palazzo Chigi dirama questa nota: «Quanto apparso oggi su Il Messaggero riguardo un ipotetico altolà alla vendita di TIM da parte del presidente del Consiglio necessita di una secca smentita e di una opportuna sottolineatura.   continua...




N.B. L'articolo è stato ridotto.


Direi che l'Onorevole Fini come al solito sia stato chiarissimo ed efficace. C'è poco da pensare a cazzate quando sei governato da gente simile. Lasciamo perdere le novità che riguardano il limite dei 70000 euro e altre amenità fiscali.

Sono davvero stufa. Complimenti vivissimi a chi ha votato sta gente. Buon w.e.

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lunedì, 18 settembre 2006

Commentavo in giro che mi piace così tanto l'atteggiamento forte della Chiesa che mi farei Suora. Se non avessi una credosana passione per i maschietti.

Oriana sono sicura condividerebbe. Peccato non sentire i suoi di commenti.

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categoria:attualitĂ 
venerdì, 15 settembre 2006

Per quanto mi sarà possibile combatterò (come faccio sempre dovunque e comunque) questo atteggiamento che ha contribuito a creare quel nuovo continente che hai definito Eurabia. 

Sei una Grande.

Il nemico che trattiamo da amico (l'ultimo suo articolo)

Ora mi chiedono: «Che cosa dice, che cosa ha da dire, su quello che è successo a Londra?». Me lo chiedono a voce, per fax, per email, spesso rimproverandomi perché finoggi sono rimasta zitta. Quasi che il mio silenzio fosse stato un tradimento. E ogni volta scuoto la testa, mormoro a me stessa: cos' altro devo dire?!? Sono quattr' anni che dico. Che mi scaglio contro il Mostro deciso ad eliminarci fisicamente e insieme ai nostri corpi distruggere i nostri principii e i nostri valori. La nostra civiltà. Sono quattr' anni che parlo di nazismo islamico, di guerra all' Occidente, di culto della morte, di suicidio dell' Europa. Un' Europa che non è più Europa ma Eurabia e che con la sua mollezza, la sua inerzia, la sua cecità, il suo asservimento al nemico si sta scavando la propria tomba. Sono quattr' anni che come una Cassandra mi sgolo a gridare «Troia brucia, Troia brucia» e mi dispero sui Danai che come nell' Eneide di Virgilio dilagano per la città sepolta nel torpore. Che attraverso le porte spalancate accolgono le nuove truppe e si uniscono ai complici drappelli. Quattr' anni che ripeto al vento la verità sul Mostro e sui complici del Mostro cioè sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte. Che come nell' Apocalisse dell' evangelista Giovanni si gettano ai suoi piedi e si lasciano imprimere il marchio della vergogna.

Incominciai con «La Rabbia e l' Orgoglio». Continuai con «La Forza della Ragione». Proseguii con «Oriana Fallaci intervista sé stessa» e con «L' Apocalisse». E tra l' uno e l' altro la predica «Sveglia, Occidente, sveglia». I libri, le idee, per cui in Francia mi processarono nel 2002 con l' accusa di razzismo-religioso e xenofobia. Per cui in Svizzera chiesero al nostro ministro della Giustizia la mia estradizione in manette. Per cui in Italia verrò processata con l' accusa di vilipendio all' Islam cioè reato di opinione. (Reato che prevede tre anni di galera, quanti non ne riceve l' islamico sorpreso con l' esplosivo in cantina). Libri, idee, per cui la Sinistra al Caviale e la Destra al Fois Gras ed anche il Centro al Prosciutto mi hanno denigrata vilipesa messa alla gogna insieme a coloro che la pensano come me. Cioè insieme al popolo savio e indifeso che nei loro salotti viene definito dai radical-chic «plebaglia-di-destra». Sì, è vero: sui giornali che nel migliore dei casi mi opponevano farisaicamente la congiura del silenzio ora appaiono titoli composti coi miei concetti e le mie parole. Guerra-all' Occidente, Culto-della-Morte, Suicidio-dell' Europa, Sveglia-Italia-Sveglia. Sì, è vero: sia pur senza ammettere che non avevo torto l' ex segretario della Quercia ora concede interviste nelle quali dichiara che questi-terroristi-vogliono-distruggere-i-nostri-valori, che questo- stragismo-è-di-tipo-fascista-ed-esprime-odio-per-la-nostra-civiltà».

Sì, è vero: parlando di Londonistan, il quartiere dove vivono i ben settecentomila musulmani di Londra, i giornali che prima sostenevano i terroristi fino all' apologia di reato ora dicono ciò che dicevo io quando scrivevo che in ciascuna delle nostre città esiste un' altra città. Una città sotterranea, uguale alla Beirut invasa da Arafat negli anni Settanta. Una città straniera che parla la propria lingua e osserva i propri costumi, una città musulmana dove i terroristi circolano indisturbati e indisturbati organizzano la nostra morte. Del resto ora si parla apertamente anche di terrorismo-islamico, cosa che prima veniva evitata con cura onde non offendere i cosiddetti musulmani moderati. Sì, è vero: ora anche i collaborazionisti e gli imam esprimono le loro ipocrite condanne, le loro mendaci esecrazioni, la loro falsa solidarietà coi parenti delle vittime. Si, è vero: ora si fanno severe perquisizioni nelle case dei musulmani indagati, si arrestano i sospettati, magari ci si decide ad espellerli. Ma in sostanza non è cambiato nulla. Nulla. Dall' antiamericanismo all' antioccidentalismo al filoislamismo, tutto continua come prima. Persino in Inghilterra. Sabato 9 luglio cioè due giorni dopo la strage la BBC ha deciso di non usare più il termine «terroristi», termine-che-esaspera-i-toni-della-Crociata, ed ha scelto il vocabolo «bombers». Bombardieri, bombaroli. Lunedì 11 luglio cioé quattro giorni dopo la strage il Times ha pubblicato nella pagina dei commenti la vignetta più disonesta ed ingiusta ch' io abbia mai visto. Quella dove accanto a un kamikaze con la bomba si vede un generale anglo-americano con un' identica bomba. Identica nella forma e nella misura. Sulla bomba, la scritta: «Killer indiscriminato e diretto ai centri urbani». Sulla vignetta, il titolo: «Spot the difference, cerca la differenza».

Quasi contemporaneamente, alla televisione americana ho visto una giornalista del Guardian, il quotidiano dell' estrema sinistra inglese, che assolveva l' apologia di reato manifestata anche stavolta dai giornali musulmani di Londra. E che in pratica attribuiva la colpa di tutto a Bush. Il-criminale, il- più-grande-criminale-della-Storia, George W. Bush. «Bisogna capirli». Cinguettava «la politica americana li ha esasperati. Se non ci fosse stata la guerra in Iraq...». (Giovanotta, l' 11 settembre la guerra in Iraq non c' era. L' 11 settembre la guerra ce l' hanno dichiarata loro. Se n' è dimenticata?). E contemporaneamente ho letto su Repubblica un articolo dove si sosteneva che l' attacco alla subway di Londra non è stato un attacco all' Occidente. E' stato un attacco che i figli di Allah hanno fatto contro i propri fantasmi. Contro l' Islam «lussurioso» (suppongo che voglia dire «occidentalizzato») e il cristianesimo «secolarizzato». Contro i pacifisti indù e la-magnifica-varietà-che-Allah-ha-creato. Infatti, spiegava, in Inghilterra i musulmani sono due milioni e nella metropolitana di Londra non-trovi-un-inglese-nemmeno-a-pagarlo-oro. Tutti in turbante, tutti in kefiah. Tutti con la barba lunga e il djellabah. Se-ci-trovi-una-bionda-con-gli-occhi-azzurri-è-una-circassa». (Davvero?!? Chi l' avrebbe mai detto!!! Nelle fotografie dei feriti non scorgo né turbanti né kefiah, né barbe lunghe né djellabah. E nemmeno burka e chador. Vedo soltanto inglesi come gli inglesi che nella Seconda Guerra Mondiale morivano sotto i bombardamenti nazisti. E leggendo i nomi dei

 

dispersi vedo tutti Phil Russell, Adrian Johnson, Miriam Hyman, più qualche tedesco o italiano o giapponese. Di nomi arabi, finoggi, ho visto soltanto quello di una giovane donna che si chiamava Shahara Akter Islam).

Continua anche la fandonia dell' Islam «moderato», la commedia della tolleranza, la bugia dell' integrazione, la farsa del pluriculturalismo. Vale a dire delle moschee che esigono e che noi gli costruiamo. Nel corso d' un dibattito sul terrorismo, al consiglio comunale di Firenze lunedì 11 luglio il capogruppo diessino ha dichiarato: «E' ora che anche a Firenze ci sia una moschea». Poi ha detto che la comunità islamica ha esternato da tempo la volontà di costruire una moschea e un centro culturale islamico simili alla moschea e al centro culturale islamico che sorgeranno nella diessina Colle val d' Elsa. Provincia della diessina Siena e del suo filo-diessino Monte dei Paschi, già la banca del Pci e ora dei Ds. Bé, quasi nessuno si è opposto. Il capogruppo della Margherita si è detto addirittura favorevole. Quasi tutti hanno applaudito la proposta di contribuire all' impresa coi soldi del municipio cioé dei cittadini, e l' assessore all' urbanistica ha aggiunto che da un punto di vista urbanistico non ci sono problemi. «Niente di più facile». Episodio dal quale deduci che la città di Dante e Michelangelo e Leonardo, la culla dell' arte e della cultura rinascimentale, sarà presto deturpata e ridicolizzata dalla sua Mecca. Peggio ancora: continua la Political Correctness dei magistrati sempre pronti a mandare in galera me e intanto ad assolvere i figli di Allah. A vietarne l' espulsione, ad annullarne le (rare) condanne pesanti, nonché a tormentare i carabinieri o i poliziotti che con loro gran dispiacere li arrestano. Milano, pomeriggio dell' 8 luglio cioé il giorno dopo la strage di Londra. Il quarantaduenne Mohammed Siliman Sabri Saadi, egiziano e clandestino, viene colto senza biglietto sull' autobus della linea 54. Per effettuare la multa i due controllori lo fanno scendere e scendono con lui. Gli chiedono un documento, lui reagisce ingaggiando una colluttazione. Ne ferisce uno che finirà all' ospedale, scappa perdendo il passaporto, ma la Volante lo ritrova e lo blocca. Nonostante le sue resistenze, dinanzi a una piccola folla lo ammanetta e nello stesso momento ecco passare una signora che tutta stizzita vuole essere ascoltata come testimone se il poverino verrà processato ed accusato di resistenza. I poliziotti le rispondono signora-ci-lasci-lavorare, e allora lei allunga una carta di identità dalla quale risulta che è un magistrato. Sicché un po' imbarazzati ne prendono atto poi portano Mohammed in questura e qui... Bé, invece di portarlo al centro di permanenza temporanea dove (anziché in galera) si mettono i clandestini, lo lasciano andare invitandolo a presentarsi la prossima settimana al processo cui dovrà sottoporsi per resistenza all' arresto e lesioni a pubblico ufficiale. Lui se ne va, scompare (lo vedremo mai più?) e indovina chi è la signora tutta stizzita perché lo avevano ammanettato come vuole la prassi.

La magistrata che sette mesi fa ebbe il suo piccolo momento di celebrità per aver assolto con formula piena tre musulmani accusati di terrorismo internazionale e per aver aggiunto che in Iraq non c' è il terrorismo, c' è la guerriglia, che insomma i tagliateste sono Resistenti. Sì, proprio quella che il vivace leghista Borghezio definì «una vergogna per Milano e per la magistratura». E indovina chi anche oggi la loda, la difende, dichiara ha-fatto-benissimo. I diessini, i comunisti, e i soliti verdi. Continua anche la panzana che l' Islam è una religione di pace, che il Corano predica la misericordia e l' amore e la pietà. Come se Maometto fosse venuto al mondo con un ramoscello d' ulivo in bocca e fosse morto crocifisso insieme a Gesù. Come se non fosse stato anche lui un tagliateste e anziché orde di soldati con le scimitarre ci avesse lasciato san Matteo e san Marco e san Luca e san Giovanni intenti a scrivere gli Evangeli. Continua anche la frottola dell' Islam vittima-dell' Occidente. Come se per quattordici secoli i musulmani non avessero mai torto un capello a nessuno e la Spagna e la Sicilia e il Nord Africa e la Grecia e i Balcani e l' Europa orientale su su fino all' Ucraina e alla Russia le avesse occupate la mia bisnonna valdese. Come se ad arrivare fino a Vienna e a metterla sotto assedio fossero state le suore di sant' Ambrogio e le monache Benedettine. Continua anche la frode o l' illusione dell' Islam Moderato. Con questa, il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un' esigua minoranza e che quella esigua minoranza vive in paesi lontani.

Bé, il nemico non è affatto un' esigua minoranza. E ce l' abbiamo in casa. Ce l' avevamo in casa l' 11 settembre del 2001 cioé a New York. Ce l' avevamo in casa l' 11 marzo del 2004 cioé a Madrid. Ce l' avevamo in casa l' 1, il 2, il 3 settembre del medesimo anno a Beslan dove si divertirono anche a fare il tiro a segno sui bambini che dalla scuola fuggivano terrorizzati, e di bambini ne uccisero centocinquanta. Ce l' avevamo in casa il 7 luglio scorso cioé a Londra dove i kamikaze identificati erano nati e cresciuti. Dove avevano studiato finalmente qualcosa, erano vissuti finalmente in un mondo civile, e dove fino alla sera precedente s' eran divertiti con le partite di calcio o di cricket. Ce l' abbiamo in casa da oltre trent' anni, perdio. Ed è un nemico che a colpo d' occhio non sembra un nemico. Senza la barba, vestito all' occidentale, e secondo i suoi complici in buona o in malafede perfettamente-inserito-nel-nostro-sistema-sociale. Cioé col permesso di soggiorno. Con l' automobile. Con la famiglia. E pazienza se la famiglia è spesso composta da due o tre mogli, pazienza se la moglie o le mogli le fracassa di botte, pazienza se non di rado uccide la figlia in blue jeans, pazienza se ogni tanto suo figlio stupra la quindicenne bolognese che col fidanzato passeggia nel parco. E' un nemico che trattiamo da amico. Che tuttavia ci odia e ci disprezza con intensità. Tale intensità che verrebbe spontaneo gridargli: se siamo così brutti, così cattivi, così peccaminosi, perché non te ne torni a casa tua? Perché stai qui? Per tagliarci la gola o farci saltare in aria? Un nemico, inoltre, che in

 

nome dell' umanitarismo e dell' asilo politico (ma quale asilo politico, quali motivi politici?) accogliamo a migliaia per volta anche se i Centri di Accoglienza straripano, scoppiano, e non si sa più dove metterlo. Un nemico che in nome della «necessità» (ma quale necessità, la necessità di riempire le strade coi venditori ambulanti e gli spacciatori di droga?) invitiamo anche attraverso l' Olimpo Costituzionale. «Venite, cari, venite. Abbiamo tanto bisogno di voi». Un nemico che per partorire non ha bisogno della procreazione assistita, delle cellule staminali. Il suo tasso di natalità è così alto che secondo il National Intelligence Council alla fine di quest' anno la popolazione musulmana in Eurabia risulterà raddoppiata. Un nemico che le moschee le trasforma in caserme, in campi di addestramento, in centri di reclutamento per i terroristi, e che obbedisce ciecamente all' imam (però guai se arresti l' imam.

Peggio ancora, se qualche agente della Cia te lo toglie dai piedi col tacito consenso dei nostri servizi segreti). Un nemico che in virtù della libera circolazione voluta dal trattato di Schengen scorrazza a suo piacimento per l' Eurabia sicché per andare da Londra a Marsiglia, da Colonia a Milano o viceversa, non deve esibire alcun documento. Può essere un terrorista che si sposta per organizzare o materializzare un massacro, può avere addosso tutto l' esplosivo che vuole: nessuno lo ferma, nessuno lo tocca. (Ma quando in seguito alla strage di Londra la Francia denuncia il trattato di Schengen e perfino la Spagna zapatera pensa di imitarla, l' Italia e gli altri paesi europei rispondono scandalizzati no no). Un nemico che appena installato nelle nostre città o nelle nostre campagne si abbandona alle prepotenze ed esige l' alloggio gratuito o semi-gratuito nonché il voto e la cittadinanza. Tutte cose che ottiene senza difficoltà. Un nemico che protetto dalla Sinistra al Caviale e dalla Destra al Fois Gras e dal Centro al Prosciutto ciancia, appunto, di integrazione e pluriculturalismo ma intanto ci impone le proprie regole e i propri costumi. Che bandisce il maiale dalle mense delle scuole, delle fabbriche, delle prigioni. Che aggredisce la maestra o la preside perché una scolara bene educata ha gentilmente offerto al compagno di classe musulmano la frittella di riso al marsala cioé «col liquore». E-attenta-a-non-ripeter-l' oltraggio. Un nemico che negli asili vuole abolire anzi abolisce il Presepe e Babbo Natale. Che il crocifisso lo toglie dalle aule scolastiche, lo getta giù dalle finestre degli ospedali, lo definisce «un cadaverino ignudo e messo lì per spaventare i bambini musulmani». (Parlo, s' intende, dell' arabo con la cittadinanza italiana che mi ha denunciato per vilipendio all' Islam. Che contro di me ha scritto un lercio e sgrammaticato libello dove elencando quattro sure del Corano chiede ai suoi correligionari di eliminarmi, che per le sue malefatte non è mai stato o non ancora processato). Un nemico che in Inghilterra s' imbottisce le scarpe di esplosivo onde far saltare in aria il jumbo del volo Parigi-Miami. (Parlo, s' intende, dell' arabo con la cittadinanza inglese che per puro miracolo beccarono sulla American Airlines).

Un nemico che ad Amsterdam uccide Theo van Gogh colpevole di girare documentari sulla schiavitù delle musulmane e che dopo averlo ucciso gli apre il ventre, ci ficca dentro una lettera con la condanna a morte della sua migliore amica. (Parlo, s' intende, dell' arabo con cittadinanza olandese che probabilmente anzi spero verrà condannato all' ergastolo e che al processo ha sibilato alla mamma di Theo: «Io non provo alcuna pietà per lei. Perché lei è un' infedele»). Il nemico, infine, per il quale trovi sempre un magistrato clemente cioé pronto a scarcerarlo. E che i governi eurobei (ndr: non si tratta d' un errore tipografico, voglio proprio dire eurobei non europei) non espellono neanche se è clandestino. Continua anche il discorso sul Dialogo delle due Civiltà. Ed apriti cielo se chiedi qual è l' altra civiltà, cosa c' è di civile in una civiltà che non conosce neanche il significato della parola libertà. Che per libertà, hurryya, intende «emancipazione dalla schiavitù». Che la parola hurryya la coniò soltanto alla fine dell' Ottocento per poter firmare un trattato commerciale. Che nella democrazia vede Satana e la combatte con gli esplosivi, le teste tagliate. Che dei Diritti dell' Uomo da noi tanto strombazzati e verso i musulmani scrupolosamente applicati non vuole neanche sentirne parlare. Infatti rifiuta di sottoscrivere la Carta dei Diritti Umani compilata dall' Onu e la sostituisce con la Carta dei Diritti Umani compilata dalla Conferenza Araba. Apriti cielo anche se chiedi che cosa c' è di civile in una civiltà che tratta le donne come le tratta.

L' Islam è il Corano, cari miei. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la Libertà, è incompatibile con la Democrazia, è incompatibile con i Diritti Umani. E' incompatibile col concetto di civiltà. E visto che ho toccato questo argomento mi ascolti bene, signor giudice di Bergamo che ha voluto incriminarmi per vilipendio all' Islam ma che non ha mai incriminato il mio persecutore per vilipendio al Cristianesimo. Nonché per istigazione all' omicidio. (Il mio). Mi ascolti e mi condanni pure. Mi infligga pure quei tre anni di reclusione che i magistrati italiani non infliggono nemmeno ai terroristi islamici beccati con l' esplosivo in cantina. Il suo processo è inutile. Finché avrò un filo di fiato io ripeterò ciò che ho scritto nei miei libri e che riscrivo qui. Non mi sono mai fatta intimidire, non mi faccio mai intimidire dalle minacce di morte e dalle persecuzioni, dalle denigrazioni, dagli insulti contro i quali Lei si è guardato bene dal proteggermi anche come semplice cittadino. Quindi si figuri se mi faccio intimidire da Lei che mi nega il costituzionale diritto di pensare ed esprimere la mia opinione. Però, prima del processo, una curiosità me la deve togliere. Nella cella mi ci terrà tutta sola o coi carabinieri che lo Stato Italiano mi ha cortesemente imposto affinché non venga ammazzata come Biagi o come Theo van Gogh? Glielo chiedo perché il ministro degli Interni dice che nelle nostre carceri oltre il cinquanta per cento dei detenuti sono musulmani, e suppongo che di quei carabinieri avrei più bisogno in galera che a casa mia. (Quanto a voi, signori del Parlamento, congratulazioni per aver respinto la proposta del ministro della Giustizia: abolire il reato di opinione. E particolari congratulazioni all' onorevole di Alleanza Nazionale che oltre ad aver gestito quel rifiuto ha chiesto di abolire il reato d' apologia del fascismo). Continua anche l' indulgenza che la Chiesa Cattolica (del resto la maggiore sostenitrice del Dialogo) professa nei riguardi dell' Islam. Continua cioé la sua irremovibile irriducibile volontà di sottolineare il «comune patrimonio spirituale fornitoci dalle tre grandi religioni monoteistiche». Quella cristiana, quella ebraica, quella islamica. Tutte e tre basate sul concetto del Dio Unico, tutte e tre ispirate da Abramo. Il buon Abramo che per ubbidire a Dio stava per sgozzare il suo bambino come un agnello. Ma quale patrimonio in comune?!?

Allah non ha nulla in comune col Dio del Cristianesimo. Col Dio padre, il Dio buono, il Dio affettuoso che predica l' amore e il perdono. Il Dio che negli uomini vede i suoi figli. Allah è un Dio padrone, un Dio tiranno. Un Dio che negli uomini vede i suoi sudditi anzi i suoi schiavi. Un Dio che invece dell' amore insegna l' odio, che attraverso il Corano chiama cani-infedeli coloro che credono in un altro Dio e ordina di punirli. Di soggiogarli, di ammazzarli. Quindi come si fa a mettere sullo stesso piano il cristianesimo e l' islamismo, come si fa a onorare in egual modo Gesù e Maometto?!? Basta davvero la faccenda del Dio Unico per stabilire una concordia di concetti, di principii, di valori?!? E questo è il punto che nell' immutata realtà del dopo-strage di Londra mi turba forse di più. Mi turba anche perché sposa quindi rinforza quello che considero l' errore commesso da papa Wojtyla: non battersi quanto avrebbe a mio avviso dovuto contro l' essenza illiberale e antidemocratica anzi crudele dell' Islam. Io in questi quattr' anni non ho fatto che domandarmi perché un guerriero come Wojtyla, un leader che come lui aveva contribuito più di chiunque al crollo dell' impero sovietico e quindi del comunismo, si mostrasse così debole verso un malanno peggiore dell' impero sovietico e del comunismo. Un malanno che anzitutto mira alla distruzione del cristianesimo. (E dell' ebraismo). Non ho fatto che domandarmi perché egli non tuonasse in maniera aperta contro ciò che avveniva (avviene) ad esempio in Sudan dove il regime fondamentalista esercitava (esercita) la schiavitù. Dove i cristiani venivano eliminati (vengono eliminati) a milioni. Perché tacesse sull' Arabia Saudita dove la gente con una Bibbia in mano o una crocetta al collo era (è) trattata come feccia da giustiziare. Ancora oggi quel silenzio io non l' ho capito e...

Naturalmente capisco che la filosofia della Chiesa Cattolica si basa sull' ecumenismo e sul comandamento Ama-il-nemico-tuo-come-te-stesso. Che uno dei suoi principii fondamentali è almeno teoricamente il perdono, il sacrificio di porgere l' altra guancia. (Sacrificio che rifiuto non solo per orgoglio cioè per il mio modo di intendere la dignità, ma perché lo ritengo un incentivo al Male di chi fa del male). Però esiste anche il principio dell' autodifesa anzi della legittima difesa, e se non sbaglio la Chiesa Cattolica vi ha fatto ricorso più volte. Carlo Martello respinse gli invasori musulmani alzando il crocifisso. Isabella di Castiglia li cacciò dalla Spagna facendo lo stesso. E a Lepanto c' erano anche le truppe pontificie. A difendere Vienna, ultimo baluardo della Cristianità, a romper l' assedio di Kara Mustafa, c' era anche e soprattutto il polacco Giovanni Sobienski con l' immagine della Vergine di Chestochowa. E se quei cattolici non avessero applicato il principio dell' autodifesa, della legittima difesa, oggi anche noi porteremmo il burka o il jalabah. Anche noi chiameremmo i pochi superstiti cani-infedeli. Anche noi gli segheremmo la testa col coltello halal. E la basilica di San Pietro sarebbe una moschea come la chiesa di Santa Sofia a Istanbul. Peggio: in Vaticano ci starebbero Bin Laden e Zarkawi. Così, quando tre giorni dopo la nuova strage Papa Ratzinger ha rilanciato il tema del Dialogo, sono rimasta di sasso. Santità, Le parla una persona che La ammira molto. Che Le vuole bene, che Le dà ragione su un mucchio di cose. Che a causa di questo viene dileggiata coi nomignoli atea-devota, laica-baciapile, liberal-clericale. Una persona, inoltre, che capisce la politica e le sue necessità. Che comprende i drammi della leadership e i suoi compromessi. Che ammira l' intransigenza della fede e rispetta le rinunce o le prodigalità a cui essa costringe. Però il seguente interrogativo devo porlo lo stesso: crede davvero che i musulmani accettino un dialogo coi cristiani, anzi con le altre religioni o con gli atei come me? Crede davvero che possano cambiare, ravvedersi, smettere di seminar bombe? Lei è un uomo tanto erudito, Santità. Tanto colto. E li conosce bene. Assai meglio di me. Mi spieghi dunque: quando mai nel corso della loro storia, una storia che dura da millequattrocento anni, sono cambiati e si sono ravveduti? Oh, neanche noi siamo stati e siamo stinchi di santo: d' accordo. Inquisizioni, defenestrazioni, esecuzioni, guerre, infamie di ogni tipo. Nonché guelfi e ghibellini a non finire. E per giudicarci severamente basta pensare a quel che abbiamo combinato sessanta anni fa con l' Olocausto. Ma poi abbiamo messo un po' di giudizio, perbacco. Ci abbiamo dato una pensata e se non altro in nome della decenza siamo un po' migliorati. Loro, no.

La Chiesa Cattolica ha avuto svolte storiche, Santità. Anche questo lei lo sa meglio di me. A un certo punto si è ricordata che Cristo predicava la Ragione, quindi la scelta, quindi il Bene, quindi la Libertà, e ha smesso di tiranneggiare. D' ammazzare la gente. O costringerla a dipinger soltanto Cristi e Madonne. Ha compreso il laicismo. Grazie a uomini di prim' ordine, un lungo elenco di cui Lei fa parte, ha dato una mano alla democrazia. Ed oggi parla coi tipi come me. Li accetta e lungi dal bruciarli vivi (io non dimentico mai che fino a quattro secoli fa il Sant' Uffizio mi avrebbe mandato al rogo) ne rispetta le idee. Loro, no. Ergo con loro non si può dialogare. E ciò non significa ch' io voglia promuovere una guerra di religione, una Crociata, una caccia alle streghe, come sostengono i mentecatti e i cialtroni. (Guerre di religione, Crociate, io ?!? Non essendo religiosa, figuriamoci se voglio incitare alle guerre di religione e alle Crociate. Cacce alle streghe io?!? Essendo considerata una strega, un' eretica, dagli stessi laici e dagli stessi liberals, figuriamoci se voglio accendere una caccia alle streghe. Ciò significa, semplicemente, che illudersi su di loro è contro ragione. Contro la Vita, contro la stessa sopravvivenza, e guai a concedergli certe familiarità.

La strage toccherà davvero anche a noi, la prossima volta toccherà davvero a noi? Oh, sì. Non ne ho il minimo dubbio. Non l' ho mai avuto. Anche questo lo dico da quattro anni. E aggiungo: non ci hanno ancora attaccato in quanto avevano bisogno della landing-zone, della testa di ponte, del comodo avamposto che si chiama Italia. Comodo geograficamente perché è il più vicino al Medio Oriente e all' Africa cioè ai paesi che forniscono il grosso della truppa. Comodo strategicamente perché a quella truppa offriamo buonismo e collaborazionismo, coglioneria e viltà. Ma presto si scateneranno. Lo stesso Bin Laden ce lo ha promesso. In modo esplicito, chiaro, preciso. Più volte. I suoi luogotenenti (o rivali), idem. Lo stesso Corriere lo dimostra con l' intervista a Saad Al-Faqih, l' esiliato saudita diventato amico di Bin Laden durante il conflitto coi russi in Afghanistan, e secondo i servizi segreti americani finanziatore di Al Qaeda. «E' solo questione di tempo. Al Qaeda vi colpirà presto» ha detto Al-Faqih aggiungendo che l' attacco all' Italia è la cosa più logica del mondo. Non è l' Italia l' anello più debole della catena composta dagli alleati in Iraq? Un anello che viene subito dopo la Spagna e che è stato preceduto da Londra per pura convenienza. E poi: «Bin Laden ricorda bene le parole del Profeta. Voi-costringerete-i-romani-alla-resa. E vuole costringer l' Italia ad abbandonare l' alleanza con l' America». Infine, sottolineando che operazioni simili non si fanno appena sbarcati a Lampedusa o alla Malpensa bensì dopo aver maturato dimestichezza con il paese, esser penetrati nel suo tessuto sociale: «Per reclutare gli autori materiali, c' è solo l' imbarazzo della scelta».

Molti italiani non ci credono ancora. Nonostante le dichiarazioni del ministro degli Interni, a rischio Roma e Milano, all' erta anche Torino e Napoli e Trieste e Treviso nonché le città d' arte come Firenze e Venezia, gli italiani si comportano come i bambini per cui la parola Morte non ha alcun significato. O come gli scriteriati cui la morte sembra una disgrazia che riguarda gli altri e basta. Nel caso peggiore, una disgrazia che li colpirà per ultimi. Peggio: credono che per scansarla basti fare i furbi cioè leccarle i piedi. Ha ragione Vittorio Feltri quando su Libero scrive che la decadenza degli occidentali si identifica con la loro illusione di poter trattare amichevolmente il nemico, nonché con la loro paura. Una paura che li induce ad ospitare docilmente il nemico, a tentar di conquistarne la simpatia, a sperare che si lasci assorbire mentre è lui che vuole assorbire. Questo senza contare la nostra abitudine ad essere invasi, umiliati, traditi. Come dico nell' «Apocalisse», l' abitudine genera rassegnazione. La rassegnazione genera apatia. L' apatia genera inerzia. L' inerzia genera indifferenza, ed oltre a impedire il giudizio morale l' indifferenza soffoca l' istinto di autodifesa cioè l' istinto che induce a battersi. Oh, per qualche settimana o qualche mese lo capiranno sì d' essere odiati e disprezzati dal nemico che trattano da amico e che è del tutto refrattario alle virtù chiamate Gratitudine, Lealtà, Pietà. Usciranno sì dall' apatia, dall' inerzia, dall' indifferenza. Ci crederanno sì agli annunci di Saad al-Faqih e agli espliciti, chiari, precisi avvertimenti pronunciati da Bin Laden and Company. Eviteranno di prendere i treni della sotterranea. Si sposteranno in automobile o in bicicletta. (Ma Theo van Gogh fu ammazzato mentre si spostava in bicicletta). Attenueranno il buonismo o il servilismo. Si fideranno un po' meno del clandestino che gli vende la droga o gli pulisce la casa. Saranno meno cordiali col manovale che sventolando il permesso di soggiorno afferma di voler diventare come loro ma intanto fracassa di botte la moglie, le mogli, e uccide la figlia in blue jeans. Rinunceranno anche alle litanie sui Viaggi della Speranza, e forse realizzeranno che per non perdere la Libertà a volte bisogna sacrificare un po' di libertà. Che l' autodifesa è legittima difesa e la legittima difesa non è una barbarie. Forse grideranno addirittura che la Fallaci aveva ragione, che non meritava d' essere trattata come una delinquente. Ma poi riprenderanno a trattarmi come una delinquente. A darmi di retrograda xenofoba razzista eccetera. E quando l' attacco verrà, udiremo le consuete scemenze. Colpa-degli-americani, colpa-di-Bush.

Quando verrà, come avverrà quell'attacco? Oddio, detesto fare la Cassandra. La profetessa. Non sono una Cassandra, non sono una profetessa. Sono soltanto un cittadino che ragiona e ragionando prevede cose che secondo logica accadranno. Ma che ogni volta spera di sbagliarsi e, quando accadono, si maledice per non aver sbagliato. Tuttavia riguardo all' attacco contro l' Italia temo due cose: il Natale e le elezioni. Forse supereremo il Natale. I loro attentati non sono colpacci rozzi, grossolani. Sono delitti raffinati, ben calcolati e ben preparati. Prepararsi richiede tempo e a Natale credo che non saranno pronti. Però saranno pronti per le elezioni del 2006. Le elezioni che vogliono vedere vinte dal pacifismo a senso unico. E da noi, temo, non si accontenteranno di

massacrare la gente. Perché quello è un Mostro intelligente, informato, cari miei. Un Mostro che (a nostre spese) ha studiato nelle università, nei collegi rinomati, nelle scuole di lusso. (Coi soldi del genitore sceicco od onesto operaio). Un Mostro che non s' intende soltanto di dinamica, chimica, fisica, di aerei e treni e metropolitane: s' intende anche di Arte. L' arte che il loro presunto Faro-di-Civiltà non ha mai saputo produrre. E penso che insieme alla gente da noi vogliano massacrare anche qualche opera d' arte. Che ci vuole a far saltare in aria il Duomo di Milano o la Basilica di San Pietro? Che ci vuole a far saltare in aria il David di Michelangelo, gli Uffizi e Palazzo Vecchio a Firenze, o il Palazzo dei Dogi a Venezia? Che ci vuole a far saltare in aria la Torre di Pisa, monumento conosciuto in ogni angolo del mondo e perciò assai più famoso delle due Torri Gemelle? Ma non possiamo scappare o alzare bandiera bianca. Possiamo soltanto affrontare il mostro con onore, coraggio, e ricordare quel che Churchill disse agli inglesi quando scese in guerra contro il nazismo di Hitler. Disse: «Verseremo lacrime e sangue». Oh, sì: pure noi verseremo lacrime e sangue. Siamo in guerra: vogliamo mettercelo in testa, sì o no?!? E in guerra si piange, si muore. Punto e basta. Conclusi così anche quattro anni fa, su questo giornale.

Oriana Fallaci

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mercoledì, 05 luglio 2006

Delle volte mi accorgo di essere come i bambini. Bisogni essenziali. Caldo, freddo, sonno, fame.

Tutto ruota intorno a uno di questi in quel momento lì. Ora ho caldo. Il mio studio non ha l'aria condizionata e io in quello precedente la spegnevo sempre. Ora mi sembra necessaria. Nonostante sia un vecchio palazzo dalle mura spesse. Evidentemente non abbastanza.

L'Italia ha vinto. Mi sono commossa. D'altronde nell'82 quel fetente del mio allora fidanzato mi buttò nella fontana di Rapallo vestita, tricolore naturalmente.

Dopodichè nelle fontane ci sono finita spesso ma non perchè l'Italia vinceva. Per altri motivi, generalmente alcolici.

Ora tra un cliente e l'altro qualcosa mi invento.

Ridevo stamattina quando ho portato la macchina a fare il tagliando. L'addetto mi faceva notare quanto il pirla del mio ex fidanzato avesse un pregio. Tagliandi regolarissimi.

Non come me che si è presentata con l'auto infangata dai gabbiani. E non mi riferisco alle piume. D'altronde al mare ci sono anche quelli.

Non ho avuto una gran vergogna. D'altronde voglio cambiare la macchina.

Si aspetteranno mica che pensi a lavarla?

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martedì, 06 giugno 2006

 

....dei discorsi odierni...delle scemenze, delle idiozie.

Occorre un ottimo carattere e una vita soddisfacente per sopportare tutto questo. Grazie a Dio, celo.

postato da: FannySporchi alle ore 15:37 | Permalink | commenti (6)
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martedì, 06 giugno 2006

Il lusso si paga e il presidente della Regione Sardegna sceglie la via dei tributi sulle case vicino al mare

Milano, 5 mag - "Non ho nulla contro i ricchi, ma fino a oggi la Sardegna non ha incassato un euro dalle seconde case dei non residenti". Il presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, veste i panni del Robin Hood e spiega così la super tassa sulle case per le vacanze. In un colloquio con il quotidiano "La Repubblica", Soru dice che "sono circa 500 mila le residenze che non hanno mai reso alcunchè alle casse regionali". L'imposta sul lusso per le abitazioni dei non residenti costruite entro i tre chilometri dal mare prevede un esborso minimo di 900 euro per 60 metri quadrati. Pugno duro della Regione anche per barche e aerei privati. "Era l'ora di sanare un'antica ingiustizia", aggiunge Soru. (Libero News)

di: Gianluca Pezzi
La tassa sul lusso di Soru colpisce in Sardegna

Ne avevamo parlato negli scorsi mesi.
La tanto chiaccherata tassa sul lusso, decisa dal governatore Renato Soru, è diventata legge ieri sera con i voti del Centrosinistra e le contestazioni dell'opposizione.
Ecco in sintesi i punti. Patrimoniale del 20 per cento sulla compravendita di case distanti dal mare meno di tre kilometri, con buona pace di chi ne dista 2,9 e con soddisfazione di chi ne dista 3,1.

Imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico, sempre nel limite dei 3 kilometri.
Sono tassati gli aerei aeromobili e le imbarcazioni che arriveranno in Sardegna dal primo giugno al trenta settembre. Tributo annuale per le barche e, per gli aerei, per ogni scalo in Sardegna.
Niente tasse per le inbarcazioni di lunghezza inferiore ai quattordici metri, per quelle che sostano tutto l'anno in Sardegna ed, infine, per le navi da crociera.
Via | Repubblica.it

Che dire? a parte che riusciremo solo a peggiorare con questi. Immigrazione in aumento. Leggo sul Corriere. Altra genialata di un altro furbo. Dei loro.

E avanti coi carri mieiPRODI. E con le cazzate.

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domenica, 23 aprile 2006

Ho dormito male. Un po' perchè la mia amica è in ospedale con suo papà e continuo a pensarci. Un po' perchè quando non dormi ragioni su tutto.

Sto preparando un convegno nuovo. Importante e dovrò parlare di anonimato.  Scopro che British Telecom (nella sua qualità di intermediario della comunicazione, cd Provider) ha studiato una piattaforma che impedirà fisicamente ai proprio utenti registrati di accedere ai siti pedopornografici, monitorando di conseguenza la navigazione in rete. Quindi da una parte il mondo occidentale studia come evitare anche la visione di materiale pedopornografico, investendo in strumenti informatici costosi , mentre dall'altra l'Islam punisce l'omossessualità ma favorisce la pedofilia REALE NON VIRTUALE.

Si veda:

Sura  76:19 Allah promette le gioventù fresche agli uomini musulmani...

sul punto riconsiglio l'ottimo blog di Orpheus http://orpheus.ilcannocchiale.it/. Diamine, Fanny, 'Islam SICHIAMA Religione. Quindi può tutto....

Sono stanca incazzata e stufa. Basta dare un nome alle cose per potere INNOME di queste compiere i peggiori delitti. Poichè un significato profondo le protegge.

  • autodeterminazione
  • religione
  • democrazia

In ultimo sguendo questo ragionamento penso che io, personalmente, INNOME dell'amore ho perso il mio strapreziosissimo tempo con dei coglioni (anche politicamente) evitabilissimi, e qs, nel mio piccolo, mi fa incazzare di brutto.

Fortunatamente ora non più ma la propria imbecillità seppure INNOME DI ...fa comunque andare in bestia.

Lavoro che è meglio. Lavoro. La miglior dottrina informatica. L'occidente, sì. Appunto.

postato da: FannySporchi alle ore 12:00 | Permalink | commenti (8)
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domenica, 09 aprile 2006

Quando sono nervosa scuoto le gambe come la Mondaini sotto le coperte.

Voglio sapere. Cazzo. Come è andata. Cosa pensano. Che succede. Queste elezioni. Devo chiamare lo svizzero? oppure posso evitarlo?

cambiare passaporto è un'operazione complessa. Ditemi. Devo sapere....

Ancora domani...ecccheppalle...ecchppalle...ecccheppalle..

 

postato da: FannySporchi alle ore 22:08 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 08 aprile 2006

Bene. Proprio Bene. Sono fortunata, non c'è dubbio. Alla faccia di sticazzi. Bella giornata e serata. Ridere.

Destra e Sinistra ( a proposito esiste?)

Pure in contromano pur di evitarla. Parcheggi esclusivamente a DESTRA. Vino rigorosamente Bianco. Coglioni evitati.

Non avrò un fidanzato di sx (neanche occasionale) almeno fino alla fine dell'anno. Lo Giuro. Tanto se ne può fare decisamente a meno....

Notte cari.

 

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giovedì, 06 aprile 2006

 

BUFALE SUL WEB
 
La Fallaci indignata:
"Quella e-mail non è mia"
 
La falsa lettera che circola nelle caselle di posta scimmiotta lo stile della scrittrice esortando a non votare per uno dei due schieramenti in lizza

  Sul web, e soprattutto nella posta elettronica di vari giornalisti, circola una e-mail firmata Oriana Fallaci, che esorta a non votare per uno dei due schieramenti in lizza nelle prossime elezioni.

Beh, è tutta una bufala. Tanto che la giornalista-scrittrice si sente in dovere di intervenire personalmente da New York per condannare chi "vigliaccamente usa il mio nome".

''A salvaguardia della mia onorabilità e a titolo cautelativo - continua la Fallaci - indignata e disgustata dichiaro che chiunque la pubblichi o in qualsiasi modo la diffonda e se ne serva sia attraverso la stampa sia attraverso internet o con qualsiasi altro mezzo di comunicazione verrà da me immediatamente deferito all'autorità giudiziaria''.

Il testo della falsa lettera che rimbalza tra le caselle di posta elettronica cerca di imitare in qualche modo lo stile della scrittrice e tocca alcuni temi come la resistenza all'integralismo islamico, criticando lo schieramento di sinistra.


 

 

 

 

 

 

 

 

Cara Oriana quella lettera mi piaceva tanto che l'ho pubblicata. La consideravo affidabile poichè inviatami da una cara amica: Louise. Poichè mi ha inviato anche la smentita la pubblico e elimino immediatamente quanto scritto in precedenza. Vorrei mai litigare con te. Ci mancherebbe.

Un bacio da tutte e due: Thema & Louise

postato da: FannySporchi alle ore 11:01 | Permalink | commenti (4)
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domenica, 12 marzo 2006

http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=4fcca13a-b1c5-11da-9138-0003ba99c667

Qui il link dello scontro Berlusconi Annunziata

Io prendo posizioni sempre. Questa sinistra mi fa schifo. L'Annunziata ha dimostrato come sempre di che pasta sono. I casini di Milano di stanotte la dicono lunga.  Hanno indtto il marzo antifascista. Si preannunciano casini a Milano.

Se vincerà la sinistra cambio passaporto. Ci potete scommettere

Non voglio sentire solito discorsi. Lo so anche io che qualcuno che apprezza la sx non è completamente imbecille. Ma qs sinistra è pericolosa.

Con questo mi attirerò il Peggio. Chicazzosenefrega. Appunto, io ragiono con la mia testa e quel che vedo ultimamente mi fa venire la pelle d'oca.

Saluti

 

Da Tocqueville.

11 Marzo 2006

Tolleranza a colpi di spranga

 

I disordini a Milano erano stati ampiamente annunciati.
Sul sito di Indymedia Italia, i Paladini del Pacifismo a Colpi di Spranga, avevano dichiarato:
"...i fascisti vogliono marciare su Milano. Non possiamo permettere che nel mese della memoria del movimento milanese questi putridi soggetti riempiano Milano con i loro vomitevoli rigurgiti xenofobi e intolleranti."
Erano state pertanto diffidate le Autorità cittadine a non permettere la manifestazione della Fiamma Tricolore: "Tutto cio' che accadrà dalle 12 in poi sarà responsabilità delle scelte politiche delle autorità cittadine, che si troveranno di fronte un semplice dilemma: regalare per ore un pezzo di centro cittadino milanese alle destre xenofobe al prezzo di elargire robuste dosi di violenza poliziesca contro gli attivisti antirazzisti. Oppure rendersi conto che la sfilata di questi beceri intolleranti e' inaccettabile nelle nostre citta', ancor piu' a Milano medaglia d'oro alla resistenza, che da tempo e' divenuta crocevia di culture diverse che sempre piu' ne arricchiscono il tessuto sociale".
Insomma, diciamo pure che le Autorità se la sono cercata: cosa avrebbero dovuto fare questi virgulti della Pace, della Tolleranza e della Democrazia dinanzi alla sfilata di un gruppo di beceri e putridi razzisti ed ai loro vomitevoli rugurgiti xenofobi?
Loro malgrado, quindi, i Pacifisti sono stati costretti ad incendiare autovetture dal chiaro aspetto xenofobo, motorini in provocatorio atteggiamento razzista e ad appiccare  il fuoco ad una Edicola Serva dell'Imperialismo Americano.
Cazzo, l'avevano detto, l'avevano scritto: "Sarebbe ingenuo pensare che il clima politico intollerante e revisionista vissuto in questi anni non abbia retroalimentato le sottoculture nazifasciste presenti nel paese, regalando visibilità e dignità politica ad alcune delle più becere rivisitazioni delle classiche tematiche xenofobe delle destre radicali.
La risposta del movimento sarà compatta e decisa. SPEGNIAMO LA FIAMMATRICOLORE."

E così gli intolleranti militanti della Fiamma Tricolore, la prossima volta,  ci penseranno bene prima di ostinarsi a voler sfilare, nonostante la loro manifestazione fosse stata organizzata: sia chiaro, d'ora in avanti, che chi decide se, come e quando sfilare per le vie di Milano, non è la Questura, ma  il Movimento dei Centri Sociali: vero garante della pace, della tolleranza e della democrazia nel nostro Paese. Tolleranza a colpi si spranga.

 

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lunedì, 06 marzo 2006

Concorso «antisemita» promosso dagli ebrei

 

L'iniziativa ideata dagli editori della rivista israeliana online Dimona comix accolta positivamente dalla stampa di Tel Aviv

 

TEL AVIV - A differenza di ciò che pensano gli integralisti iraniani, non esiste un popolo più irriverente e più ironico con la propria cultura di quello ebraico. Il concorso promosso dalla rivista israeliana online Dimona Comix ne è un'ulteriore prova: il sito web ha indetto lo scorso 14 febbraio un concorso, a cui hanno partecipato 45 disegnatori israeliani, ai quali è stato chiesto di inviare vignette antisemite. Il concorso si è concluso il 5 marzo e le migliori composizioni saranno esposte nei prossimi giorni ad una mostra che si terrà in una delle piazze principali di Tel Aviv

 

WEB - Sul sito www.boomka.comè possibile vedere alcune vignette satiriche che parteciperanno al concorso. La gara è stata ideata dai due editori di Dimona Comix, Amitai Sandy e Eyal Zusman. «Abbiamo mostrato al mondo che noi possiamo fare le più irriverenti e le migliori vignette antisemite» dice Amitai Sandy. «Nessun iraniano ci può battere sul nostro terreno». Sandy ha ammesso che l'iniziativa è stata una provocazione, ma una provocazione che «arricchisce» il popolo israeliano.

Corriere della Sera del 6 marzo 2006 - Francesco Tortora

tutto il mio rispetto...

postato da: FannySporchi alle ore 21:19 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 20 febbraio 2006

Quando il dito indica la luna l'imbecille guarda il dito....

Naturalmente Calderoli è il dito. La luna è ben altra cosa ...

ma ormai in Italia mi rendo conto che ragionare è una capacità di pochi. Pochissimi. Bravi...

Che schifo. Tra un po' mi racconteranno che il terrorismo è un invenzione della Lega. Vi dovrò spiegare che non sono leghista ma le stronzate e soprattutto la loro diffusione ormai non mi fa neanche più rabbia, ma solo pietà

Esco che è meglio. Buona Serata

postato da: FannySporchi alle ore 20:50 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, 17 febbraio 2006

  
     
 

ROMA - D'ora in poi gli stupratori sceglieranno con più cura le proprie vittime. Infatti la Corte di cassazione ha sentenziato che lo stupro di una minorenne non è grave in sé, ma è meno grave se la vittima ha già «avuto rapporti sessuali». «È lecito ritenere» che siano più «lievi» i danni che la violenza sessuale provoca in chi ha già avuto rapporti con altri uomini prima dell'incontro con il violentatore. La Terza sezione penale della Cassazione ha infatti accolto il ricorso di Marco T., 41enne ex tossicodipendente, che violentò e minacciò la figlia di 14 anni della sua convivente e fu condannato in primo grado a Cagliari a tre anni e quattro mesi, sostenendo che la ragazza non era più vergine. I giudici sostengono che in questo caso la personalità della vittima, «dal punto di vista sessuale, è molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età». Così chi violenta una minorenne vissuta in un ambiente socialmente degradato e difficile come quello in oggetto, e della quale abusa essendo per di più il convivente della madre, può ottenere il riconoscimento di una «attenuante». La ragazzina aveva acconsentito a un rapporto orale dopo aver rifiutato un «rapporto completo», richiestogli con minaccia, ritenendo quello orale «meno rischioso» conoscendo i problemi dell'uomo con la droga.

Bella magistratura abbiamo in Italia. La definerei preistoirica, peraltro, abitata, soprattutto in Cassazione da moltimaschi che già di diritto, spesso, capisconodavverouncazzo. Maschilisti per natura. Con le mamme che gli lavan le mutande. Cresciuti nel mito di Casanova e con l'idea che le donne son tutte troie. Che schifo. Davvero che schifo.

Vorrei dire tante cose, tutte estremamente violente, per cui è meglio che stia zitta. Il primo che tenta di accennare un qualcosa sul valore della verginità lo scuoio. E' un avvertimento.

postato da: FannySporchi alle ore 19:07 | Permalink | commenti (9)
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